Il G-test valuta molto precocemente (a partire dalla decima settimana)il rischio
che il feto possa essere affetto da una malattia cromosomica.

Trisomie

Le trisomie sono caratterizzate dalla presenza di un cromosoma in più rispetto alla coppia presente nel corredo cromosomico di un individuo normale. La più comune alla nascita è la Trisomia 21, associata alla Sindrome di Down (frequenza 1 su 700 nati); più rare sono la Trisomia 18 (Sindrome di Edwards, 1 su 7900 nati) la Trisomia 13 (Sindrome di Patau, 1 su 9500 nati), la Trisomia 22, la Trisomia 16 e la Trisomia 9, solitamente causa di aborto precoce, morte endouterina,perinatale o comunque di breve aspettativa di vita.

Anomalie del numero dei cromosomi sessuali

Le aneuploidie dei cromosomi sessuali sono caratterizzate dall’assenza di un cromosoma sessuale, nel caso della Sindrome di Turner (45,X – frequenza 1 su 2500 femmine), o dalla presenza di un cromosoma sessuale in più, nel caso della Sindrome di Klinefelter (XXY, frequenza da 1:500 a 1:1000 maschi), della Sindrome di Jacobs (XYY, frequenza 1 su 1000 maschi) e della Sindrome XXX (frequenza 1 su 1000 femmine).

Delezioni

Le delezioni sono anomalie cromosomiche sbilanciate caratterizzate dall’assenza di un tratto di cromosoma e, di conseguenza, dei geni localizzati su quel frammento. Alcune delezioni causano sindromi rare, alle quali possono essere associate: anomalie cardiache, dismorfismi facciali e labiopalatoschisi, disturbi dell’alimentazione nella prima infanzia, alterazioni a carico del funzionamento del tratto gastrointestinale e del sistema immunitario, ritardo mentale o deficit dello sviluppo neuro-cognitivo. La gravità di queste manifestazioni cliniche varia, da individuo ad individuo, in funzione delle dimensioni e della posizione del frammento cromosomico assente.

Il G-test valuta la presenza di diverse delezioni responsabili dell’insorgenza di:

Sindrome Cri du Chat

causata da una delezione sul cromosoma 5, nella regione p15.2. Il quadro clinico comporta grave ritardo psicomotorio e mentale, ritardo nella crescita, microcefalia e dismorfismi facciali.

Sindrome da delezione 1p36

causata da una delezione sul cromosoma 1 nella regione p36. È associata a disabilità intellettiva da moderata a grave, ipotonia, convulsioni, ritardo nella crescita pre e post-natale, microcefalia, cardiomiopatie e dismorfismifacciali.

Sindrome da delezione 2p33.1

causata da una delezione sul cromosoma 2 nella regione p33.1. E’ associata a ritardo mentale e nella crescita, presenza di tratti autistici, difficoltà di comunicazione, micocefalia, labio-palatoschisi e dismorfismi facciali.

Sindrome da delezione 16p12,2-p11,2

causata da una delezione a carico del cromosoma 16. Caratterizzata da ritardo dello sviluppo e deficit cognitivo, dismorfismi facciali. Possono associarsi schisi orofacciale, cardiopatie, bassa statura, difficoltà di alimentazione e ipotonia.

Sindrome di Jacobsen da delezione 11q23

associata a ritardo di crescita e psicomotorio,dismorfismi facciali deformità del cranio, ipertelorismo, ptosi,rime palpebrali rivolte verso il basso, epicanto, sella nasale ampia, naso corto, labbra a forma di V, orecchie piccole. Alla nascita sono di solito presenti anomalie funzionali delle piastrine, trombocitopenia o pancitopenia. I pazienti hanno spesso cardiopatie.

Sindrome di PraderWilli/Angelman 15q11,2

caratterizzata da ipotonia muscolare, obesità, difficoltà respiratorie, ipogonadismo, difficoltà intellettuali.

Sindrome Di George 2,12

dovuta a delezione a livello del cromosoma 10p14-p13, caratterizzata da difetti cardiaci, ipoparatiroidismo, immunodeficienza a cellele T, dismorfismi facciali.

Sindrome di Van Der Woude

Mutazioni nel gene IRF6 (1q32.2-q32.3), è un disordine congenito dominante a carico dello sviluppo craniofacciale, in particolare con marcata labio/palatoschisi.

G-Test

Whole Genome Analisys (WGA)

L’analisi dell’intero genoma rende possibile, applicando un algoritmo di calcolo proprietario (FCAPS*), l’ampliamento della ricerca di aneuploidie e delezioni/duplicazioni a tutti i cromosomi. Il Gtest WGA rappresenta la più recente evoluzione dei test su DNA fetale e il superamento delle obsolete tecnologie di sequenziamento su singoli cromosomi (ancora esistenti per il loro basso costo). É possibile, quindi, eseguire uno screening prenatale non invasivo dell’intero corredo cromosomico per individuare anomalie cromosomiche fetali, anche di piccolissime dimensioni.

Studi di validazione dell'algoritmo FCAPS

● Liu et al., Performance Evaluation of NIPT in Detection of Chromosomal Copy Number Variants Using Low-Coverage Whole-Genome Sequencing of Plasma DNA. PLoS One , 2016.
● Chen et al., A method for noninvasive detection of fetal large deletions/duplications by low coverage massively parallel sequencing. Prenat Diagn, 2013.
* Fetal Copy-number Analysis through Maternal Plasma Sequencing