Il programma "Cancer Driver Interception"

Qual è la strategia migliore per combattere il cancro? La situazione ideale è senza dubbio quella in cui si riesce a prevenire il suo sviluppo. Contrariamente alla percezione comune, la prevenzione non è basata solo su strategie “passive”, come evitare di fumare per evitare il tumore del polmone. Infatti lo sviluppo del cancro può essere intercettato in qualsiasi momento, anche prima che la malattia si manifesti.

A renderlo possibile è un approccio innovativo in campo oncologico, ma che ha già dimostrato la sua validità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: monitorare i fattori che promuovono lo sviluppo della malattia (nel caso delle malattie cardiovascolari, per esempio, ipertensione e colesterolo alto) e agire su di essi. Procedendo in questo modo è possibile sia identificare le situazioni in cui il rischio di cancro è elevato, sia valutare l’efficacia dei trattamenti messi in atto per prevenirlo.

L’espressione “intercettazione del cancro” riassume l’idea di intercettare attivamente lo sviluppo dei tumori prima che si manifestino a livello clinico.

Le condizioni che promuovono il cancro possono essere rilevate e monitorate prima che la malattia si sviluppi. Ciò permette di iniziare a combattere il tumore ben prima della diagnosi precoce.

La strategia innovativa sviluppata dagli esperti di Bioscience Institute mira esattamente a identificare le cause dell’aumento del rischio di tumore. Grazie a questo approccio è possibile prevenire davvero il cancro, un obiettivo che non può invece essere raggiunti attraverso gli ormai diffusi programmi di diagnosi precoce. Infatti questi ultimi non rilevano un aumento del rischio di cancro, ma la presenza di una massa tumorale che, benché in fase precoce, è già sviluppata.

I vantaggi

Agire sulle cause del cancro, contrastando il suo sviluppo, è sempre possibile.

Al contrario, non sempre si riesce ad agire efficacemente su un tumore già sviluppato.

Monitorare i fattori che promuovono l’aumento del rischio di cancro permette di combattere efficacemente la malattia già nei 5-15 anni che precedono la sua comparsa.

La strategia

L’approccio sviluppato da Bioscience Institute è basato sull’intercettazione dell’instabilità genomica (la principale condizione fisiologica che promuove lo sviluppo del cancro) e di altri importanti fattori che promuovono la comparsa dei tumori favorendo l’instabilità genomica o insistendo su di essa, con una conseguente amplificazione del rischio di cancro:

  • infiammazione cronica
  • gli squilibri del sistema immunitario
  • gli squilibri della flora batterica
  • la presenza di telomeri particolarmente corti o lunghi

I test proposti sono cinque:
HELIXAFE, CYTOBALANCE, MICROBALANCE, IMMUNEBALANCE e TELOBALANCE.

Ognuno monitora una possibile causa di aumento del rischio di cancro. I risultati ottenuti permettono di mettere a punto strategie per tenere a bada questo rischio e, se possibile, ridurlo.

Ripetendo regolarmente le analisi è possibile identificare i casi in cui un basso rischio è aumentato e monitorare l’efficacia delle strategie messe in atto per ridurlo.

HELIXAFE - Instabilità genomica

L’analisi dei fattori coinvolti nel mantenimento della stabilità genetica permette di agire sulla fase prodromica, asintomatica, che precede l’insorgenza dei tumori solidi.

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IMMUNEBALANCE - Sistema immunitario

L’immunosenescenza è uno dei meccanismi alla base del legame tra l’avanzare dell’età e la comparsa di malattie che coinvolgono il sistema immunitario, tumori inclusi.

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CYTOBALANCE - Infiammazione cronica

L’infiammazione cronica di basso grado mette in pericolo la salute senza scatenare sintomi evidenti, favorendo lo sviluppo di patologie croniche, incluso il cancro.

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MICROBALANCE - Microbioma intestinale

L’associazione tra microbiota, infiammazione e sistema immunitario influenza lo sviluppo del cancro sia a livello locale sia a livello sistemico.

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TELOBALANCE – Lunghezza dei telomeri

I telomeri sono le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi. La loro lunghezza è critica per il mantenimento della stabilità genomica.

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