Inflammaging e microbiota intestinale

La popolazione di microbi che vive nell’intestino (il microbiota intestinale) svolge numerose funzioni benefiche. Se alterata può però contribuire allo sviluppo di fenomeni infiammatori che, silenziosamente, aumentano i rischi corsi dalla salute. Anche il semplice avanzare dell’età può essere associato ad alterazioni del microbiota (disbiosi) in grado di scatenare infiammazione. Proprio perché associato all’invecchiamento (aging) questo particolare fenomeno prende il nome di inflammaging.

Analizzare i livelli di inflammaging permette di valutare le conseguenze delle disbiosi intestinali e di agire in modo mirato per combattere gli effetti dell’alterazione del microbiota.

L'inflammaging

Nel corso della vita una serie di fattori interni ed esterni all’organismo attivano l’immunità innata, scatenando l’infiammazione e una risposta a livello metabolico. Di per sé questa risposta è un meccanismo di difesa e fino alla mezza età è fondamentale per la sopravvivenza dell’organismo. Spesso, però, l’invecchiamento è associato a un aumento della risposta infiammatoria, che può addirittura diventare cronica e dannosa. Per di più, con l’avanzare dell’età la capacità di risolvere l’infiammazione diminuisce.

L’infiammazione cronica di basso grado che accompagna l’invecchiamento è associata soprattutto a segnali provenienti dall’interno dell’organismo, come la presenza di detriti cellulari o di proteine ossidate e l’accumulo di cellule senescenti. Tuttavia, anche fattori esterni come lo stress o il microbiota danno un loro contributo.

Il microbiota nell'inflammaging

Le disbiosi intestinali possono contribuire sia a indurre l’inflammaging sia a mantenerlo. In molti casi la loro comparsa dipende dallo stile di vita, per esempio dall’assunzione di farmaci o da cambiamenti dell’alimentazione tipici dell’invecchiamento, in particolare:

  • dall’aumento del consumo di zuccheri
  • dall’aumento del consumo di grassi
  • dalla riduzione degli alimenti di origine vegetale
  • dalla riduzione del consumo di alimenti salutari
  • dalla riduzione della varietà dell’alimentazione

Queste disbiosi sono responsabili di variazioni nei livelli di acidi grassi a catena corta normalmente prodotti dal microbiota. Inoltre possono causare la degenerazione del sistema nervoso associato all’intestino e alterazioni della motilità intestinale, ridurre la barriera intestinale e aumentare la permeabilità dell’intestino, con un conseguente aumento delle molecole che controllano l’infiammazione (le citochine proinfiammatorie). Molecole di origine batterica possono passare nel sangue, attivando le cellule del sistema immunitario coinvolte nell’aterosclerosi e stimolando la produzione della proteina beta-amiloide coinvolta nell’Alzheimer.

Quando analizzare l'inflammaging associato a disbiosi intestinali

L’inflammaging può essere analizzato grazie a CYTOBALANCE, il test che monitora i livelli di citochine infiammatorie messo a punto da Bioscience Institute.

L’analisi è indicata in tutti i casi in cui si sospettano o sono state rilevate disbiosi intestinali che potrebbero promuovere o alimentare lo stato infiammatorio tipicamente associato all’invecchiamento.

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Per avere maggiori informazioni sul test CYTOBALANCE per l’analisi dei livelli di infiammazione cronica contatta Bioscience Institute chiamando il Numero Verde 800 690914, oppure compila il seguente modulo di richiesta per essere contattata/o senza impegno da un nostro biologo di fiducia.

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