Che cosa sono

Le cellule NK (Natural Killer) sono globuli bianchi coinvolti sia nelle risposte immunitarie innate sia nell'immunità acquisita.

La maggior parte di quelle in circolo nel sangue è costituita da cellule mature in grado di uccidere direttamente i loro bersagli ma con una scarsa capacità di proliferare; viceversa, nei linfonodi sono presenti cellule NK meno mature ma con un'elevatissima capacità di proliferare in presenza di specifici mediatori chimici (le interleuchine).

Le cellule NK nel cordone ombelicale

Anche le cellule NK presenti nel sangue del cordone ombelicale sono meno mature rispetto a quelle presenti nel sangue periferico. Ciononostante il sangue del cordone è una fonte migliore di cellule NK: oltre a contenerne in percentuale più elevata (30% vs 10%) presenta al suo interno progenitori delle cellule NK assenti nel sangue periferico, e le procedure di purificazione cui deve essere sottoposto sono più semplici.

Per di più sia la proliferazione sia la citotossicità delle cellule NK possono essere stimolate ex vivo (cioè all'esterno dell'organismo). Le tecniche oggi a disposizione permettono di aumentare il loro numero di 1800-2400 volte, ottenendo livelli di espansione anche migliori quando il materiale di partenza è sangue del cordone crioconservato.

Le cellule NK e il cancro

Scoperte oltre 40 anni fa, negli ultimi 10 anni le cellule NK hanno riscosso particolare interesse fra gli oncologi perché una loro diminuzione o la compromissione della loro attività sono associate a un'incidenza di tumori più elevata.

In effetti fra i bersagli della loro attività sono incluse proprio le cellule tumorali, che uccidono attaccandole direttamente o iniettando al loro interno delle sostanze tossiche. Il loro impiego in ambito terapeutico potrebbe aiutare a superare alcuni dei limiti delle terapie attuali più avanzate, in particolare il rischio di sovrastimolare il sistema immunitario.

Purtroppo anche la stimolazione in vivo con interleuchine della proliferazione delle cellule NK ha effetti collaterali significativi. Nemmeno con il trapianto di cellule NK autologhe (cioè prelevate dal paziente) sono stati ottenuti i risultati sperati. Tuttavia, sia l'uso di cellule NK aploidentiche (come quelle ottenute da un consanguineo – genitore, figlio, fratello o cugino) sia nuovi approcci mirati a sensibilizzare le cellule NK autologhe contro le cellule tumorali prodotte dal loro stesso organismo hanno aperto nuove strade nei trattamenti del cancro. In futuro è probabile che le cellule NK trovino il loro spazio nell'ambito dell'immuno-oncologia come componenti di terapie combinate.

La conservazione
del cordone ombelicale

La crioconservazione del sangue del cordone ombelicale mette a disposizione una fonte di cellule NK per uso autologo e/o aploidentico. Studi preclinici hanno già dimostrato la possibilità di ottenere cellule NK funzionanti anche da piccoli campioni di sangue del cordone, e ad oggi è stato dimostrato che l'infusione di cellule NK aploidentiche è una pratica sicura.

Al vantaggio offerto dalla conservazione del sangue del cordone, che mette a disposizione una fonte di cellule NK pronta all'uso, si uniscono quelli delle attuali tecniche di espansione ex vivo, rispondenti ai requisiti di good manufacturing practice (GMP, buone norme di fabbricazione), che permettono di ottenere cellule altamente purificate in grado di uccidere efficacemente cellule tumorali sia in vitro sia in vivo.