Arriva dall’Università di Yale, negli Stati Uniti, la conferma della fattibilità e della sicurezza delle infusioni di cellule staminali mesenchimali (MSC, dall’inglese Mesenchymal Stem Cells). A fornirla è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Neurology and Neurosurgery in collaborazione con i ricercatori della Sapporo Medical University, in Giappone.

Gli autori dello studio hanno utilizzato MSC del midollo osseo autologhe (cioè ottenute dallo stesso individuo in cui sono state poi infuse) per trattare 13 pazienti con lesioni del midollo spinale. I dati raccolti suggeriscono che, oltre che fattibile e sicuro, il trattamento sia efficace. Infatti in più della metà dei partecipanti sono stati registrati miglioramenti funzionali, per esempio nella capacità di camminare o di utilizzare le mani, il tutto senza effetti collaterali.

Cellule staminali mesenchimali e lesioni del midollo spinale

Già in passato diversi modelli sperimentali di lesioni del midollo spinale avevano suggerito i benefici delle infusioni di cellule staminali mesenchimali. I meccanismi alla loro base non sono stati del tutto chiariti. Quello che si pensa è che a entrare in gioco siano fenomeni come la neuroprotezione, la modulazione delle risposte immunitarie, la rigenerazione della guaina che circonda le fibre nervose (la mielina) e la regolazione dell’espressione di alcuni geni a livello cerebrale.

Le MSC erano già state utilizzate anche in pazienti con lesioni del midollo osseo. Questo studio ha previsto di somministrarle per via endovenosa anziché iniettarle nell’area lesionata, un approccio già utilizzato dagli stessi ricercatori in uno studio che ne aveva dimostrato fattibilità e sicurezza in pazienti colpiti da un ictus.

I nuovi risultati

Come ha spiegato Jeffery D. Kocsis, coordinatore della ricerca, «questo studio clinico è l’apice di ampi lavori preclinici in laboratorio in cui sono state utilizzate le MSCs». I risultati ottenuti forniscono nuove prove della fattibilità, della sicurezza e dell’efficacia delle infusioni di staminali mesenchimali. «I risultati simili ottenuti con le cellule staminali su pazienti con ictus aumentano la nostra fiducia nel fatto che questo approccio possa essere utili dal punto di vista clinico», sottolinea Kocsis.

Le fonti di cellule staminali mesenchimali

Le cellule staminali mesenchimali sono state identificate per la prima volta nel midollo osseo, ma sono presenti anche in molti altri tessuti, da cui possono essere estratte. Si trovano, per esempio, nella polpa dentale, nella placenta e nella gelatina di Wharton (la sostanza gelatinosa all’interno del cordone ombelicale). Possono essere ottenute facilmente anche dal tessuto adiposo prelevato durante gli interventi di liposuzione, in genere trattato come un rifiuto.

Le MSC estratte dai tessuti possono essere crioconservate ed espanse per ottenere le quantità necessarie per il loro utilizzo in ambito clinico. Bioscience Institute offre entrambi i servizi, garantendo l’aderenza alle norme di GMP (Good Manufacturing Practice) e, quindi, la possibilità di utilizzare le MSCs conservate ed espanse nelle strutture mediche di tutto il mondo.

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Bibliografia

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