La composizione del microbioma è un buon indicatore dell’invecchiamento. A confermarlo è uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti dell’Università della California di San Diego su mSystem, rivista dell’American Society for Microbiology.

Dopo aver analizzato un totale di quasi 9 mila tra campioni di feci, di saliva e prelevati dalla pelle, gli autori di questo nuovo studio hanno concluso che l’analisi del microbioma intestinale, orale e della pelle aiuta a predire l’età della persona da cui è stato prelevato il campione. Questa conclusione apre la strada a nuove ricerche «sul ruolo del microbioma nell’accelerare o nel frenare il processo di invecchiamento e nella suscettibilità a malattie ad esso associate».

Microbioma e invecchiamento

Il microbioma è l’insieme del materiale genetico della popolazione di microbi che vivono nell’organismo e sulla sua superficie (chiamata “microbiota”). La maggior parte di questi microbi vive nell’intestino; tuttavia, anche la cavità orale, la pelle, la vagina e altri distretti corporei sono dotati di un proprio microbioma.

Il microbioma umano cambia rapidamente durante i primi 3 anni di vita, mentre, fatte salve condizioni di disequilibrio, in età adulta è relativamente stabile. L’invecchiamento è associato a nuovi cambiamenti. In particolare, nell’intestino si assiste a un’inversione del rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes; questi ultimi diventano predominanti, e la proporzione relativa di diversi sottogruppi di Firmicutes varia. La diversità del microbiota, l’abbondanza di specie che producono butirrato (molecola che regola l’infiammazione) e i bifidobatteri (microbi alleati della salute) diminuiscono, mentre i livelli di Akkermansia muciniphila (batterio che con la sua attività altera la barriera intestinale) aumentano. Nei centenari può anche aumentare il numero dei potenziali patogeni, come i Proteobacteria.

L’analisi del microbiota

Variazioni del microbiota intestinale sono associate a diversi fenomeni indesiderabili, come la degenerazione del sistema nervoso, alterazioni della motilità intestinale, riduzione della funzione di barriera intestinale e riduzione della capacità di fermentare i carboidrati. Inoltre, dato il ruolo giocato dal microbiota intestinale nell’induzione e nel mantenimento dell’inflammaging (l’infiammazione associata all’invecchiamento), alterazioni del microbioma possono predisporre allo sviluppo di diverse patologie associate all’invecchiamento, come l’osteoporosi, il diabete, le malattie cardiovascolari, demenze e tumori. Per questo motivo questo nuovo studio conferma l’utilità dell’analisi del microbiota per mantenersi in salute.

MICROBALANCE è la piattaforma di Bioscience Institute dedicata all’analisi della composizione del microbiota. Il campione necessario può essere raccolto comodamente a casa e deve essere inviato ai laboratori di Bioscience, dove il DNA dei batteri sarà estratto e sequenziato mediante le tecniche di sequenziamento più innovative fra quelle disponibili. I risultati dell’analisi non costituiscono una diagnosi di patologia, ma consistono in un profilo del microbiota che permette a medici e nutrizionisti qualificati di identificare strategie per correggere eventuali squilibri del microbiota o migliorare la sua composizione.

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Bibliografia

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