Infiammazione e DNA mitocondriale

L’infiammazione cronica di basso grado è associata a molte condizioni che minacciano la salute dell’organismo. Anche il malfunzionamento dei mitocondri (le “centrali energetiche” della cellula) può contribuire ad aumentarla, scatenando la produzione delle molecole coinvolte nella regolazione dei fenomeni infiammatori, le citochine.

L’analisi dei livelli di citochine proinfiammatorie permette di rilevare l’infiammazione asintomatica scatenata dal malfunzionamento dei mitocondri e di agire per contrastare l’aumento del rischio di sviluppare patologie croniche che possono compromettere significativamente la qualità della vita

L'infiammazione cronica di basso grado

L’infiammazione non è solo una risposta a traumi o infezioni: anche stile di vita, stress, invecchiamento e condizioni di salute come l’obesità sono associate all’aumento dello stato infiammatorio dell’organismo. L’aumento dell’aspettativa di vita fa sì che l’organismo sia esposto a stimoli proinfiammatori per molto tempo e che, di conseguenza, lo stato infiammatorio possa aumentare sensibilmente trasformandosi nella cosiddetta “infiammazione cronica di basso grado”.

Questa condizione non è associata ai classici sintomi dell’infiammazione acuta (come arrossamento e calore). Per questo può compromettere la salute senza dare alcun segnale, promuovendo fragilità e condizioni come l’aterosclerosi, l’Alzheimer, il Parkinson, il diabete di tipo 2 e diversi tumori.

Il ruolo dei mitocondri

I mitocondri possono contribuire ad aumentare i livelli di infiammazione rilasciano il loro materiale genetico. Infatti il DNA mitocondriale (mtDNA) è molto simile a quello dei batteri. Questa somiglianza, unita al suo stato di ossidazione, stimola la risposta immunitaria, promuovendo l’infiammazione.

I motivi per cui i mitocondri possono rilasciare il loro DNA non sono stati ancora del tutto chiariti. È però noto che possono entrare in gioco sia condizioni di stress cellulare sia fenomeni di morte cellulare. Inoltre è stato rilevato un aumento graduale dei livelli di mtDNA nel sangue dopo i cinquant’anni; questo aumento contribuisce all’inflammaging, l’infiammazione cronica di basso grado dovuta all’invecchiamento. Livelli elevati di mtDNA nel sangue sono stati associati a diverse malattie croniche, dall’Alzheimer al diabete, passando anche per forme tumorali.

Quando analizzare l'infiammazione

CYTOBALANCE, l’analisi dei livelli di infiammazione cronica di Bioscience Institute, è indicato in tutti i casi in cui si desidera tenere sotto controllo i fattori di rischio per lo sviluppo delle patologie che possono compromettere la salute con l’avanzare degli anni. La prevenzione può iniziare a qualunque età, e il test dei livelli di infiammazione è adatto a tutte le persone, inclusi gli individui sani e asintomatici, soprattutto in presenza di un aumentato rischio di fenomeni infiammatori, per esempio:

  • durante l’invecchiamento
  • in caso di predisposizione genetica allo sviluppo di tumori
  • in caso di esposizione al fumo di sigaretta
  • se si vive in ambienti inquinati
  • quando si assumono terapie a base di ormoni
  • in caso di stress elevato
  • in caso di alimentazione non equilibrata, sovrappeso e obesità
  • in caso di disbiosi intestinali (alterazioni della flora batterica intestinale)

Richiedi CYTOBALANCE

Per avere maggiori informazioni sul test CYTOBALANCE per l’analisi dei livelli di infiammazione cronica contatta Bioscience Institute chiamando il Numero Verde 800 690914, oppure compila il seguente modulo di richiesta per essere contattata/o senza impegno da un nostro biologo di fiducia.

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