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Un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti del Korea Institute of Bioscience and Biotechnology di Daejeon (Corea del Sud) ha trovato nuove prove dell’azione anticancro svolta dal microbioma. I risultati dei loro studi, pubblicati su The International Society for Microbial Ecology Journal, dimostrano che il propionato, una molecola prodotta dalla flora intestinale, uccide le cellule del cancro del colon retto accelerando la degradazione di EHMT2, una proteina già nota in quanto bersaglio delle terapie contro questa forma di tumore..

Microbioma intestinale e salute

Il microbioma intestinale è la comunità di microbi che vive nell’intestino. Da ormai diverso tempo si studiano i suoi effetti benefici per la salute umana. Oggi si sa, per esempio, che protegge dall’azione dei potenziali patogeni limitando la loro proliferazione nell’intestino e che partecipa ai processi digestivi producendo sostanze specifiche che possono influenzare la salute dell’organismo. Tra queste sostanze è incluso il propionato, un acido grasso a corta catena (Short Chain Fatty Acid, SCFA) prodotto dai batteri intestinali che fermentano la fibra alimentare.

Il propionato e il cancro

Gli SCFA promuovono la salute del colon favorendo il buono stato di salute delle cellule epiteliali che rivestono la parete dell’organo. Inoltre influenzano l’espressione di diversi geni umani, aumentando la presenza di molecole che controllano i processi di morte cellulare programmata. In questo modo, agiscono come inibitori del cancro. In effetti, il propionato ha mostrato di esercitare attività antitumorali nei confronti di diverse neoplasie.

Questo nuovo studio ha svelato i meccanismi attraverso cui il propionato sopprime la crescita del cancro del colon retto, svelando la sua capacità di ridurre l’attività di EHMT2 (Euchromatic Histone-lysine N-MethylTransferase 2), un enzima che reprime geni anticancro. Inoltre ha dimostrato che l’attività del propionato si unisce in modo sinergico a quella di un inibitore di EHMT2, suggerendo il potenziale ruolo del microbioma come coadiuvante nei trattamenti contro il cancro del colon retto.

Come combattere il cancro del colon retto sfruttando il microbioma

Quello del colon retto è un cancro piuttosto comune. In genere i trattamenti prevedono chemioterapia (5-fluorouracile e oxaliplatino) e terapie mirate (cetuximab e bevacizumab). C’è però bisogno di nuove terapie più efficaci e con minori effetti collaterali. I dati oggi a disposizione indicano che il microbioma e i suoi metaboliti potrebbero aiutare a soddisfare questa necessità.

Secondo gli autori, «i risultati del presente studio suggeriscono l’importanza del microbioma umano nel colon per prevenire il cancro del colon retto». I ricercatori coreani suggeriscono che SCFA come il propionato potrebbero essere utilizzati con inibitori specifici come EHTM2 proprio per ottenere effetti sinergici contro questo tipo di tumore. «Un microbioma adeguato potrebbe produrre propionato per inibire la crescita del cancro del colon retto, e la buona notizia è che per aumentare la produzione di propionato potremmo semplicemente utilizzare le fibre presenti negli alimenti di origine vegetale o in integratori alimentari», aggiunge Giuseppe Mucci, CEO di Bioscience Institute.

Studiare la composizione del microbiota per combattere il cancro

«Oggi possiamo studiare la composizione del nostro microbiota per sapere se può aumentare o ridurre il rischio di cancro», spiega Mucci. «Come sottolineato dagli autori di questo studio, l’alimentazione è importante quando si tratta di curare la malattia. L’analisi del microbioma intestinale può aiutarci a prendere decisioni circa l’approccio più adeguato per prevenire o combattere il cancro attraverso l’identificazione di quei casi in cui può essere utile assumere microbi che producono propionato o fibre alimentari da cui i batteri intestinali possono produrre questo acido grasso a catena corta».

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