Lo sapevi? L'aria che respiri, lo stress che provi e le abitudini quotidiane potrebbero danneggiare in silenzio il tuo DNA e il tuo benessere nel lungo periodo.
GENOXPACE misura il livello del biomarcatore 8-OHdG (8-idrossi-2’-deossiguanosina), un indicatore quantitativo e qualitativo usato per monitorare l'accumulo di genotossicità e il relativo rischio di sviluppare malattie degenerative e oncologiche.
Questo biomarcatore fornisce una misura complessiva del carico genotossico accumulato nel tempo, in particolare in caso di esposizione cronica a fattori di stress ossidativo come inquinanti, radiazioni o infiammazione.
ORIGINE E IMPATTO DELLA GENOTOSSICITÀ
Per genotossicità si intende la capacità di alcuni agenti chimici, fisici o biologici di danneggiare il DNA delle cellule, causando mutazioni somatiche che contribuiscono all'instabilità genomica e aumentano il rischio di sviluppare malattie.
Misurare l'accumulo del danno genotossico è un approccio avanzato per seguire nel tempo l'invecchiamento e il rischio di malattie legate all'età.
Quando il DNA viene danneggiato da una sostanza genotossica, la cellula attiva i meccanismi di riparazione. Tuttavia questo processo di riparazione non è sempre accurato e può causare alterazioni della sequenza del DNA, producendo così una mutazione somatica.
Le mutazioni somatiche possono avere conseguenze diverse a seconda del gene colpito:
- Alcune mutazioni possono essere silenti o non avere effetti apparenti,
- Altre possono causare problemi di salute importanti, come il cancro.
La genotossicità è quindi riconosciuta come una delle cause primarie delle mutazioni somatiche. L'accumulo progressivo di queste mutazioni nel tempo svolge un ruolo centrale nell'invecchiamento biologico e nello sviluppo delle malattie legate all'età.
Esempi di sostanze e/o agenti genotossici noti:

CHIMICI: benzene, formaldeide, ossido di etilene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), aflatossine, nitrosammine, metalli pesanti (per esempio piombo, cadmio, mercurio), pesticidi (per esempio erbicidi, insetticidi) e farmaci chemioterapici. FISICI: radiazioni ionizzanti (raggi X, raggi gamma, ecc.) e radiazioni ultraviolette (UV). BIOLOGICI: virus (per esempio il virus dell'epatite B e il papillomavirus umano), batteri (per esempio Helicobacter pylori). ALTRE FONTI: fumo di sigaretta e cibi carbonizzati o cotti a temperature troppo elevate.
I danni al DNA dovuti all'esposizione genotossica possono portare a un'ampia gamma di conseguenze per la salute, tra cui:
Mutazioni genetiche
Danni cellulari
Esaurimento delle cellule staminali
Malattie croniche
Malattie ereditarie
Invecchiamento accelerato
Problemi riproduttivi
Disfunzioni immunitarie
Problemi neurologici
Rischi cardiovascolari
Problemi respiratori
Disturbi digestivi
Impatto sulle cellule staminali
Le cellule staminali, essenziali per la rigenerazione e il mantenimento dei tessuti, sono particolarmente vulnerabili al danno ossidativo e all'instabilità genomica. Mutazioni e alterazioni del loro DNA possono portare a:
- Perdita di funzionalità: le cellule staminali danneggiate perdono la capacità di autorinnovarsi e di differenziarsi correttamente.
- Esaurimento del pool di cellule staminali: il danno cumulativo può ridurre la riserva di cellule rigenerative, compromettendo la capacità dell'organismo di riparare i tessuti.
- Sviluppo di malattie croniche: l'accumulo di errori genetici può favorire l'insorgenza di malattie degenerative, autoimmuni o tumorali.

Danno ossidativo e infiammazione sistemica
L'infiammazione cronica di basso grado, detta anche infiammazione sistemica, è strettamente associata al danno ossidativo.
Questo tipo di infiammazione è caratterizzato da un'attivazione persistente ma lieve del sistema immunitario, spesso innescata da fattori come obesità, stress, infezioni croniche o esposizione a tossine ambientali.
Il danno ossidativo cronico innesca una risposta infiammatoria disfunzionale e crea un circolo vizioso: il danno ossidativo alimenta l'infiammazione e l'infiammazione genera altri radicali liberi. Questa interazione tra danno ossidativo e infiammazione cronica di basso grado è uno dei principali fattori del deterioramento della salute nel lungo periodo.
Il livello di infiammazione sistemica si può misurare facilmente con il test CYTOXPACE.
Misurare l'accumulo di genotossicità nell'organismo offre diversi vantaggi per seguire nel tempo l'invecchiamento e il rischio di malattie legate all'età, tra cui:
VANTAGGI DELLA MISURAZIONE DELLA GENOTOSSICITÀ
Identificazione precoce del danno al DNA
La misurazione della genotossicità permette di valutare il danno al DNA prima che compaiano sintomi o malattie. Questo consente di intervenire per tempo con strategie mirate, per rallentare l'accumulo di ulteriori danni e ridurre il rischio di sviluppare malattie.
Valutazione del rischio individuale
Misurare la genotossicità aiuta a valutare il rischio individuale di sviluppare condizioni legate all'età come cancro, malattie cardiovascolari e neurodegenerazione. Questo permette di personalizzare le strategie di salute in base al profilo di rischio di ciascuno.
Valutare l'efficacia degli interventi
Misurare la genotossicità nel tempo permette di valutare l'efficacia delle misure adottate, come cambiamenti dello stile di vita, integratori alimentari o trattamenti farmacologici. In questo modo le strategie si possono adattare in base alla risposta di ciascuno.
Motivazione a cambiare stile di vita
Conoscere il proprio livello di danno al DNA incoraggia ad adottare uno stile di vita più sano e consapevole, che aiuta a limitare il danno cellulare nel lungo periodo riducendo l'esposizione a fattori di rischio come fumo, inquinamento e radiazioni UV.
Analisi completa
| BIOMARCATORE | VALORE DI RIFERIMENTO |
| Concentrazione di 8-OHdG (media) | da 0,94 a 60 ng/dl |
| DENSITÀ OTTICA | da 0,0 a 2,5 nm |
Perché GENOXPACE
Scopri tutti i vantaggi della misurazione del biomarcatore 8-OHdG
8-OHdG come strumento di
| Valutazione e gestione del rischio oncologico |
| Monitoraggio nelle malattie cardiovascolari |
| Valutazione del rischio di malattie neurodegenerative |
| Monitoraggio nelle malattie metaboliche |
| Valutazione in contesti di esposizione ambientale |
| Monitoraggio dell'invecchiamento |
8-OHdG per capire
| Il danno ossidativo al DNA (come 8-OHdG) è associato al rischio di mutazioni genomiche e di sviluppo tumorale. |
| Lo stress ossidativo contribuisce alla disfunzione endoteliale e alla progressione delle malattie cardiovascolari (ipertensione, aterosclerosi, infarto del miocardio). |
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Lo stress ossidativo e il danno al DNA sono coinvolti nella patogenesi delle
malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, SLA). |
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8-OHdG è un biomarcatore utile per seguire il danno ossidativo associato all'iperglicemia cronica e alle
complicanze del diabete (nefropatia, retinopatia). |
| L'esposizione a fattori ambientali o professionali può aumentare lo stress ossidativo e il danno al DNA (fumo di sigaretta, inquinanti atmosferici, metalli pesanti, radiazioni). |
| L'invecchiamento è associato a un aumento dello stress ossidativo e a una riduzione della capacità di riparazione del DNA. |
8-OHdG con l'obiettivo di
| Identificare un possibile danno al DNA e valutare il rischio oncologico. |
| Monitorare lo stress ossidativo e valutare nel tempo il rischio cardiovascolare. |
| Valutare il danno al DNA nei pazienti con malattie neurodegenerative o a rischio di svilupparle. |
| Monitorare il danno ossidativo nelle persone con diabete o altre malattie metaboliche. |
| Valutare l'impatto di queste esposizioni e il relativo rischio di danno al DNA nel lungo periodo. |
| Monitorare i cambiamenti legati all'invecchiamento e sostenere le strategie per rallentarli. |
PROTOCOLLO ESTESO
In un approccio integrato, si consiglia di completare l'analisi del danno ossidativo al DNA con i seguenti test, che compongono il protocollo BIOXPACE:
SENEXPACE
SENEXPACE analizza la senescenza cellulare, un meccanismo naturale di difesa che impedisce la proliferazione incontrollata delle cellule con DNA danneggiato e, di conseguenza, ad alto potenziale tumorigenico. Le cellule senescenti rilasciano segnali infiammatori che generano e diffondono l'infiammazione in tutto l'organismo, innescando così un'infiammazione sistemica.
CYTOXPACE
CYTOXPACE valuta i principali marcatori dell'infiammazione sistemica che, se alterati, sono associati a un invecchiamento accelerato, a una maggiore genotossicità e all'instabilità genomica, condizioni che aumentano il rischio di insorgenza di malattie.
IMMUNEXPACE
IMMUNEXPACE valuta l'equilibrio e l'efficacia del sistema immunitario nello svolgere le sue funzioni. Il sistema immunitario aiuta a contrastare l'infiammazione sistemica eliminando le cellule senescenti che alimentano i processi infiammatori. Quando il sistema immunitario è indebolito, queste cellule non vengono rimosse in modo adeguato e si accumulano quindi nei tessuti, contribuendo all'infiammazione cronica.
GUTXPACE
GUTXPACE analizza il microbioma intestinale per identificare e caratterizzare i microrganismi presenti nel tratto intestinale. L'equilibrio dei batteri intestinali è uno dei principali modulatori delle risposte immunitarie. La salute dell'intestino influisce direttamente sull'efficacia del sistema immunitario, compresa la sua capacità di eliminare le cellule senescenti che alimentano l'infiammazione sistemica.
NANOXPACE
NANOXPACE misura la presenza e la quantità di nano e microplastiche nel circolo sanguigno. Il sistema immunitario riconosce queste sostanze estranee e scatena una risposta infiammatoria. L'accumulo progressivo di nano/microplastiche contribuisce alla genotossicità e quindi all'instabilità genomica, che a sua volta accelera i processi degenerativi e l'invecchiamento.
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Contenuti scientifici revisionati dal Comitato Scientifico di Bioscience Institute. · Ultimo aggiornamento
Le informazioni in questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il consulto con un medico.




